Il conduttore di Report replica alle accuse di Angela Camuso: “”C’era un signore in Rai, che si chiamava Zaccaria, che mi ha difeso. E poi le inchieste sono finite con un’archiviazione”.
Sigfrido Ranucci non si nasconde, anzi continua a presenziare agli eventi per la presentazione del suo ultimo libro, "Il ritorno della casta". E ieri, sul palco del teatro che ha ospitato l'evento, ha parlato delle accuse di molestie avanzate dalla collega Angela Camuso, rilanciate dal quotidiano Il Tempo. "Dal 2000 faccio i conti con queste cose", ha spiegato, "quando ritrovai la cassetta di Borsellino e chiesero il mio licenziamento". Poi attacca a proposito delle accuse di Angela Camuso: "C'era un signore in Rai, che si chiamava Zaccaria, che mi ha difeso. E poi le inchieste sono finite con un’archiviazione".
Le accuse della giornalista Angela Camuso “Credo che se sei il conduttore di Report non puoi permetterti di fare delle avance a una bella giornalista venuta nel tuo ufficio in cerca di lavoro”, così ha scritto la cronista in una lettera inviata al giornale diretto da Daniele Capezzone. Si legge ancora che a messaggi nei quali lei si proponeva per lavorare, lui inviava vocali di "complimenti sul mio fisico, commentando la foto del mio profilo whatsapp, per dirmi che ero in grande forma. Fuori luogo”. Chi è Roberto Zaccaria, il presidente Rai citato dal palco Il cognome pronunciato ad Asiago appartiene a Roberto Zaccaria, costituzionalista riminese classe 1941, che guidò la televisione pubblica dal 1998 al 2002. Non un manager di passaggio: prima della presidenza era stato per sedici anni consigliere di amministrazione dell'azienda, dal 1977 al 1993, designato in area democristiana. Professore ordinario di diritto costituzionale a Firenze, ha poi insegnato anche alla Luiss e alla Lumsa, ed è stato vicepresidente dell'Unione delle televisioni pubbliche europee negli stessi anni della presidenza.








