«Grazie, perché siete qui nonostante abbia perso la credibilità». Tra polemiche e un bagno di folla, Sigfrido Ranucci ha aperto con queste parole la presentazione del libro “Il ritorno della casta” ad Asiago, in provincia di Vicenza.Il conduttore di Report non ha fatto riferimento alle recenti dichiarazioni di Angela Camuso, la giornalista che lo ha accusato di un comportamento scorretto dopo un colloquio di lavoro sostenuto nel 2018. Ranucci ha invece ricordato le contestazioni affrontate nel corso della sua carriera.Ranucci: «Da due mesi e mezzo articoli pieni di falsità»
«Faccio i conti con queste cose dal 2000, quando ritrovai la cassetta di Borsellino e chiesero il mio licenziamento», ha affermato Ranucci. «All’epoca c’era un signore in Rai, che si chiamava Zaccaria, che mi ha difeso. E poi le inchieste sono finite con un’archiviazione».Davanti al pubblico, il giornalista ha parlato anche delle conseguenze personali dell’attuale ondata di polemiche: «Il problema più grande è il dolore che devo raccogliere dalle persone che mi stanno vicino in questi giorni. Sono ormai due mesi e mezzo che viaggio a una media di 200 articoli al giorno, due terzi dei quali pieni di falsità, anche su giornali dai quali non te lo aspetteresti. Non posso ovviamente perdere tempo a smentire ogni cosa, perché sarebbe impossibile».Quindi una battuta: «L’unica fortuna è che tra qualche settimana mio figlio diventerà avvocato».Le accuse di Angela Camuso










