Caricamento player
Oggi, venerdì 21 agosto, è entrata in vigore la legge per concedere i domiciliari ai detenuti con dipendenze da sostanze e da alcol, facendoli così uscire dal carcere. Fa parte del piano del governo per risolvere il problema del sovraffollamento in carcere ed è stata approvata a fine luglio: almeno per ora però ha a disposizione pochi soldi, ampiamente insufficienti per garantire la detenzione domiciliare alle persone che secondo il governo dovrebbero goderne.
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio lo ha definito «un provvedimento epocale» e ha detto che dovrebbe permettere di far uscire dal carcere circa 10mila persone, ma non si sa in che tempi e con quali soldi: per ora nella legge sono stati messi 19 milioni di euro all’anno, sufficienti secondo lo stesso ministero alla detenzione domiciliare di circa 500 persone.
In Italia ci sono oltre 60mila detenuti su circa 40mila posti disponibili, con un tasso di affollamento che ha raggiunto quasi il 140 per cento. Secondo i dati contenuti nella documentazione della stessa legge, i detenuti con tossicodipendenza sono quasi 20mila, circa il 32 per cento del totale. In base alla legge la detenzione alternativa non avverrà in un’abitazione indicata dal detenuto, ma in una struttura terapeutica residenziale o semiresidenziale pubblica o privata, in cui si dovrebbe favorire il recupero delle persone con dipendenze.









