Il provvedimento contribuisce anche ad allentare il sovraffollamento delle carceri

L'Aula della Camera, oggi, mercoledì 29 luglio, ha approvato definitivamente il ddl sulla detenzione domiciliare dei detenuti tossicodipendenti o anche alcoldipendenti. Per poter scontare la pena ai domiciliari, questi detenuti dovranno aderire a un programma di recupero. Il testo è passato con 153 sì, 82 astenuti e 42 no. Si è astenuta l'opposizione, che pure in linea di massima concorda con il principio della legge, ma, sostiene, ci sono alcune criticità, mentre il M5S e il FnV di Roberto Vannacci hanno proprio votato contro il provvedimento.

Cosa prevede il provvedimento che concede i domiciliari ai tossicodipendenti

A chi fa uso di sostanze vengono concessi i domiciliari a condizione tuttavia che aderisca a programmi di cura per il recupero fuori dal carcere e di disintossicazione con il sostegno dei servizi sanitari e delle comunità terapeutiche per le dipendenze. Sono previste alcune eccezioni in base alle quali non è possibile usufruire dei domiciliari. Una di queste è la condanna, che non può essere superiore agli otto anni. Possono accedere ai domiciliari, però, anche i detenuti che abbiano una pena residua di otto anni e anche una pena pecuniaria residua. Fortemente voluto dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, il provvedimento costituisce anche un passo avanti per l'alleggerimento del numero dei carcerati, visto il sovraffollamento delle carceri.