«Non possiamo incarcerare chi dice che i vaccini causano l’autismo», ammette il virologo. Ma perché non accadano più tragedie come quella di Palermo, lo scienziato non vede alternative perché si rispetto un obbligo vaccinale, che in questo caso era entrato in vigore quando il presidente del Consiglio era Benito Mussolini

Secondo Roberto Burioni non si può più lasciare ai genitori la libertà di danneggiare i propri figli e le persone più fragili della società. Su Repubblica, il virologo commenta la morte di una bambina di 4 anni avvenuta a Palermo per difterite. La piccola non era vaccinata, per il timore dell’autismo che sarebbe stato diagnosticato a un cugino, convinti che fosse stato causato dal vaccino trivalente. Burioni ricorda come quel vaccino non sia una soluzione sperimentale, ma esista da un secolo. La formula attuale è stata sviluppata nel 1926, ha un’efficacia vicina al 100% e avrebbe potuto salvarla. In Italia l’obbligo vaccinale contro la difterite esiste dal 6 giugno 1939, introdotto quando alla guida del governo c’era Benito Mussolini.

Il vaccino e l’autismo: cosa dice la scienza

Burioni paragona chi crede in questo legame a chi pensa che la Terra sia piatta. Decine di milioni di bambini osservati in tutto il mondo, scrive, hanno dimostrato oltre ogni dubbio che l’autismo non ha nulla a che fare con le vaccinazioni pediatriche. La differenza, sottolinea, è che di fronte a chi crede nella Terra piatta si può sorridere, mentre chi rifiuta il vaccino per paura dell’autismo rischia di veder morire un figlio a 4 anni. Per il virologo la vicenda di Palermo mostra il danno concreto della disinformazione medica: bambini che, per scelte guidate dalla paura più che dalla ragione, si ammalano gravemente, restano con conseguenze permanenti o, nei casi peggiori, muoiono.