Il consiglio di amministrazione dà via libera alla proposta del ceo Lovaglio per due offerte pubbliche di scambio parallele, in alternativa all'Opas di Intesa Sanpaolo. Ma il board si spacca con quattro astensioni tra gli indipendenti.

Clamorosa svolta nel panorama bancario italiano. Il consiglio di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena ha dato il via libera alla proposta presentata dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio per l’avvio di un’operazione di consolidamento di portata storica. L’istituto senese ha annunciato ufficialmente “il lancio di due offerte pubbliche di scambio volontarie, contestuali e parallele, interamente in azioni, sulla totalità delle azioni ordinarie di Banco Bpm e Banca Generali per un corrispettivo complessivo di circa 34 miliardi di euro”. Nello specifico, la proposta formulata su Banco Bpm esprime un controvalore pari a circa 25,3 miliardi di euro, mentre quella indirizzata a Banca Generali si attesta attorno agli 8,7 miliardi. L’iniziativa si configura come una diretta contromossa e una solida alternativa rispetto all’opas promossa da Intesa Sanpaolo su Rocca Salimbeni lo scorso giugno. Le due operazioni “sono state comunicate in data odierna mediante due distinte comunicazioni diffuse ai sensi dell’articolo 102 del Tuf e dell’articolo 37 del Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999”. Il voto del board ha tuttavia evidenziato spaccature interne: a fronte del voto favorevole espresso da Corrado Passera, si sono registrate le astensioni di quattro dei cinque consiglieri indipendenti, nello specifico Paolo Boccardelli, Nicola Maione, Antonella Centra (eletti nella lista del cda) e Paola De Martini (eletta nella lista Assogestioni).