di Ilaria Vallerini
L’ultimo avamposto palestinese sulle colline di Betlemme è la Tenda delle Nazioni, una fattoria che non ‘dorme’ mai, dove Daud Nassar, palestinese cristiano, ospita volontari provenienti da tutto il mondo. È il suo modo di fare resistenza non violenta ai raid dei coloni israeliani sempre più brutali. Perché sa che un pezzo di carta attestante la proprietà, risalente al 1916, non basterebbe a fermarli. Tra la macchia brulla, arida e rocciosa, la cinta di insediamenti costellata di vessilli dello Stato Ebraico dà la dimensione del fenomeno degli espropri che va avanti da decenni. Il taxi giallo si inerpica sulla collina dove un anno fa i coloni avevano gettato rumenta lungo il percorso per ostacolare il passaggio verso la fattoria. A distanza di un anno è apparsa una barriera rossa e i circa dieci chilometri diretti da Betlemme sono più che triplicati.
Gloria Ghetti, docente di storia e filosofia al Liceo Torricelli-Ballardini di Faenza, è tornata in Cisgiordania a cavallo tra luglio e agosto insieme alle volontarie Giorgia, Lucia e Margherita. Ghetti è sposata con lo scrittore Maurizio Maggiani. "Se non fosse stata per la nostra comunità d’intenti, probabilmente non sarei andata – dice –. È un viaggio che abbiamo costruito e vissuto insieme, indipendentemente dalla sua presenza".






