Melzo, il gioiello dell’XI secolo in corsa nel sondaggio nazionaleRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciLa chiesa nel cuore del borgo, le antiche mura, gli affreschi e i simboli, i misteri leonardeschi, la trama degli oscuri legami fra Melzo e la Milano del Rinascimento, una storia narrata da decenni da un gruppo di appassionati volontari, e adesso l’appello estivo: "Votate". Anche la Chiesa di Sant’Andrea di Melzo, monumento gioiello di Melzo, in lizza per titolo di “Luoghi del cuore“ del Fai. L’invito al ‘click’ vola sui social e parte anche dal sito del Comune: "Basta un minuto: non perdiamo questa importante opportunità di valorizzazione".

Non una chiesa qualsiasi, non una storia qualunque. Da molti anni è l’associazione Amici di Sant’Andrea, capitanata dallo storico presidente Adriano Perosi, ad occuparsi della tutela, delle visite e della conoscenza del luogo. Nella pagina del gruppo la storia. La costruzione della chiesa risalirebbe al periodo fra l’XI e il XII secolo, risale agli anni Sessanta del Novecento un massiccio restauro che interessò la struttura ma soprattutto il ciclo di affreschi all’interno, cui è principalmente legato il fascino del complesso. L’ipotesi della mano di Leonardo nei dipinti ha fatto per anni capolino in pubblicazioni e testi, ed è stata pervicacemente sostenuta dall’associazione, cenacolo di appassionati e volontari. Anni di ricerca e studi storici e iconografici correlano il ciclo delle opere al ‘complotto’ che portò, nel 1476, all’assassinio di Galeazzo Maria Sforza, quinto duca di Milano. Non è mancata, negli anni, una diatriba d’arte e storia, quella fra gli Amici e un circolo di studiosi melzese, che sostenne invece l’attribuzione degli affreschi a una serie di pittori di scuola lombarda, fra gli altri il cinquecentesco Antonio Semino. Mura che trasudano mistero e suggestione.