HomeRavennaCronacaSagra del Buongustaio: la carica dei volontariSono oltre duecento, di tutte le età, e mandano avanti una tradizione ormai consolidata. "A inizio aprile abbiamo cominciato a fare la pasta"Sono oltre duecento, di tutte le età, e mandano avanti una tradizione ormai consolidata. "A inizio aprile abbiamo cominciato a fare la pasta"Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciLa Sagra del Buongustaio è partita col botto, con la formula consolidata negli anni: buon cibo, buona musica e, soprattutto, oltre 200 volontari in grado di reggere sulle spalle ogni anno il peso di un evento che richiama migliaia di visitatori, dal territorio faentino e non solo. Sono loro la vera anima della festa: i più piccoli stanno per iniziare la quinta elementare, ma in cucina c’è anche chi ha perso il conto degli anni passati a dare una mano. È il momento in cui il paese si ritrova e fa squadra. "Ah, chi si ricorda quando ho iniziato… La festa era ancora in piazza a Reda – sorride Matteo Ercolani, che cuoce la pasta fatta in casa –. Era prima del 2000, di sicuro". Accanto a lui la madre, Tiziana Ponzi, fa la volontaria da una vita. Il suo impegno è iniziato mesi fa. "Abbiamo cominciato a inizio aprile a fare la pasta e siamo andati avanti fino a fine luglio. Io mi occupo del ripieno. Ogni sera c’erano una ventina di persone". "Io mi occupo di tirare la sfoglia e mi alterno con altri perché comunque è faticoso – dice Romina Cavina –. Serve ritmo. Ho iniziato a lavorare come volontaria nel 2010, mi prendo le ferie per essere qui anche durante il giorno. Già stamattina ero sotto lo stand: si preparano il ragù e le verdure e si controllano le provviste". Tra i volontari ci sono giovani e anziani, donne e uomini: un gruppo eterogeneo che permette alla tradizione di andare avanti. E poi c’è chi si occupa della carne: oltre alla squadra dei grigliatori, c’è quella dei macellai. Di cui fanno parte in primis Lorenzo Bighini e Michele Bandini, giovani titolari della macelleria Reda Carni in paese, a cui si affiancano i precedenti gestori dell’attività, Maurizio Emiliani e Giuliana Bassi. E a dare una mano ci sono anche Francesco Bighini e Barbara Dalmonte. "Facciamo tutto al momento, giorno per giorno prepariamo i prodotti freschi in negozio e poi veniamo sotto lo stand" raccontano. Sono stati Maurizio Emiliani e Giuliana Bassi a inventare una delle specialità della Sagra, il pane ripieno di castrato. "Ormai ce l’hanno copiato un po’ ovunque, abbiamo visto un’imitazione anche in una nota catena di supermercati – raccontano – ma questo è nato da noi e l’abbiamo portato un po’ ovunque. Anche a ‘La vecchia fattoria’, su RaiUno, nel 1999". Tra i volontari c’è anche chi si è unito quest’anno, come Angelo Maretti e Claudia Garavini, di Faenza: "Ci occupiamo di friggere le patate. Lo facciamo anche a Marzeno, alla festa Trì Dè ‘d Baraca. Conosciamo persone che lavorano qui, ci hanno detto che serviva una mano: quindi eccoci".
Sagra del Buongustaio: la carica dei volontari
Sono oltre duecento, di tutte le età, e mandano avanti una tradizione ormai consolidata. "A inizio aprile abbiamo cominciato a fare la pasta"






