Sedersi al tavolo di un bistrot di Parigi ed osservare cosa passa sui vassoi o viene ordinato al bancone, serve ad entrare in sintonia con il modo di vivere della città: un Pastis con il ghiaccio, un Kir, una birra corretta con la pesca, una limonata dentro una bottiglia dalla forma un po’ rétro. Sono ordinazioni che appartengono alla quotidianità dei café e che hanno resistito al tempo proprio perché non chiedono particolari spiegazioni.

Il Pastis ha il suo piccolo rito. Arriva il liquore all’anice, poi l’acqua fresca e il ghiaccio. Quando l’acqua entra nel bicchiere il colore cambia e il liquido diventa opalescente. È un gesto che il cliente conosce bene e che il cameriere compie quasi distrattamente, tante sono le volte che lo ha fatto. Accompagna una partita a carte o un giornale letto lentamente ed è soprattutto una bevanda da tempo libero.

Il Kir appartiene a un’altra famiglia, quella dell’aperitivo a base di vino. La ricetta classica vuole vino bianco fermo, generalmente Aligoté, unito alla crème de cassis, lo sciroppo di ribes nero che scende sul fondo e colora il bicchiere. Il risultato è profumato, fresco, con una dolcezza che resta ben riconoscibile. Nella versione nobile diventa Royal con l’utilizzo di champagne.