Mentre gli sgomberi sono quasi terminati, la comunità di Spin Time chiede di preparare l’esproprio come alternativa all’acquisto. Intanto l’amministrazione si prepara ai prossimi passi
Passano i giorni e le settimane, ma l’attenzione e gli appelli intorno a Spin time non accennano a fermarsi. Sono 260 le persone ricollocate per il momento verso strutture messe a disposizione dal Comune di Roma e dalla Protezione civile. Sistemazioni temporanee, in attesa che le prime case popolari vengano assegnate entro ottobre. Una soluzione che, da Spin Time, che continua il blocco stradale in via Santa Croce in Gerusalemme, fanno sapere non essere assolutamente adeguata: «Spin Time deve tornare pubblico» e gli strumenti, con un po’ di buona volontà, ci sarebbero, dicono.
Nel frattempo, si fa strada l’ipotesi che il Comune, di fronte al fallimento di una trattativa privata, proceda con un avviso pubblico, mentre Investire Sgr ha deciso nei giorni scorsi di contribuire economicamente alle spese in favore degli sfollati.
La soluzione proposta da Spin Time: l’esproprio
La comunità di Spin Time ha diffuso via social nei giorni scorsi alcune riflessioni elaborate dal suo team legale. Ferma restando l’opzione prioritaria dell’acquisto, potrebbero infatti esserci degli ulteriori strumenti con cui il Comune di Roma potrebbe sbloccare la situazione, sostengono. Il quadro giuridico dell’ex Inpdap è sicuramente complesso: l’edificio è sottoposto a due sequestri, uno dal 2020 e uno disposto dopo l’incendio del 29 luglio. Per questo Roma Capitale non può disporne liberamente, né autorizzare il rientro degli evacuati.







