L’occupazione del 2013, il Piano Casa del Campidoglio 2023-2026 e le minacce di sgombero: quale futuro per SpinTime e i suoi inquilini.

Foto da Facebook: Spin Time Labs

A cura di Beatrice Tominic e Francesco Esposito

"Avvio delle valutazioni per il recupero e la rigenerazione di SpinTime". È quanto si legge nel Piano Casa del Comune di Roma 2023- 2026. Eppure la prima metà dell’anno è già trascorsa e di novità sull’epilogo di SpinTime non ne sono ancora emerse. Il palazzo in via Santa Croce in Gerusalemme da tempo è sotto la lente dell’opinione pubblica, sia quando si tratta di esempi di occupazioni e impegno sociale ben riusciti, sia quando si tratta di sgomberi. Ufficialmente il palazzo, infatti, si trova sotto sgombero da quando la proprietà dello stabile ha vinto il ricorso al Tar del Lazio. Lo stesso governo Meloni non ha mai nascosto il suo obiettivo di sgomberare il palazzo. Ma la storia di SpinTime nasce molti anni prima. Spin Time Labs: l’occupazione sociale Quella di SpinTime Labs è un’occupazione abitativa e sociale nata dal movimento della lotta per la casa Action. Prima di diventare lo spazio che è oggi, il palazzo era stato sede di INPDAP, Istituto nazionale di previdenza e assistenza per i dipendenti dell'amministrazione pubblica. Poi, nel 2001, l’allora ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha deciso di vendere parte del patrimonio immobiliare di Stato per "straordinaria necessità ed urgenza". Nel giugno dell’anno successivo si è iniziato a formare il primo fondo di investimento immobiliare per gli edifici pubblici. Sei mesi dopo 396 palazzi, per un totale di oltre 3 milioni di metri quadrati, sono stati trasferiti al Fondo Immobili Pubblici (Fip): ad assistere il Mef nel corso dell’operazione c’erano quattro banche che hanno scelto Investire Sgr come società con il compito di gestire il fondo.