Roma, 7 ago. (askanews) – “Investire SGR ha rifiutato ogni proposta per consentire il rientro in sicurezza delle famiglie nell’immobile di via Santa Croce in Gerusalemme, sede di Spin Time Labs. Lo ha fatto sapendo che il Comune aveva già garantito la messa in sicurezza dell’immobile e si era assunto la responsabilità della sua gestione: non c’era alcun ostacolo tecnico, nessun rischio per la proprietà, nessuna ragione economica plausibile. C’era solo una condizione politica, mai dichiarata ma evidente a tutti: liberarsi di Spin Time”. E’ quanto si legge in una nota di Spin Time Labs.

In una situazione in cui ogni ora conta, Investire ha scelto le proprie tasche a scapito delle persone e a scapito delle istituzioni che si erano messe in gioco per trovare una soluzione. Da quello che apprendiamo, non è mai stata una questione di prezzo: è stata una scelta consapevole di anteporre un interesse privato al destino di centinaia di persone, tra cui decine di bambini lasciati senza una casa. È l’esercizio, lucido e volontario, di un potere che si crede superiore al diritto alla casa e al diritto alla città.

“Questa è una scelta politica, prima ancora che finanziaria. È la stessa alleanza tra rendita finanziaria e destra autoritaria che da anni vuole svuotare le città degli spazi sociali e trasformarle in speculazione da valorizzare a ogni costo. Sappiamo benissimo di chi è la firma su questo rifiuto, e non permetteremo che resti senza conseguenze né senza nome. Questa mobilitazione non si ferma, perchè la partita è ancora aperta. Al Sindaco e a tutta l’amministrazione chiediamo di usare ogni strumento politico, amministrativo e legale a disposizione del Comune per arrivare all’acquisizione di questo immobile e alla piena restituzione al pubblico di uno spazio che deve tornare a essere, senza ambiguità , di tutti. Il ripristino della legalità, come hanno detto molti in questi giorni, passa da qui: da un palazzo che rientra nel patrimonio pubblico e da abitanti che rientrano nelle loro case senza dover chiedere permesso per riprendersi ciò che è loro”.