La grande automobile italiana e i grandi campioni hanno avuto origini nelle piccole officine nate all’alba del XX secolo, quando Torino e Milano mossero i primi passi di un lungo cammino nella storia delle quattro ruote. Poco più che laboratori artigianali, le prime case di produzione italiane sfornavano pochi ma validissimi chassis e altrettanto affidabili motori.

Tra le piccole case milanesi dal 1905 era attiva in zona Corso Sempione la De Vecchi & Strada, fondata dal 25enne Giuseppe De Vecchi, ex dipendente della «Prinetti & Stucchi» specializzata in macchine per cucire e poi biciclette.

Dalla De Vecchi & Strada alle prime automobili italiane

Assieme al socio e quasi coetaneo Ettore Strada, in uno spazio che era poco più che un garage, progettò e produsse la DVS 10/12 HP, con motore quattro cilindri bi-blocco con valvole bilaterali e doppia accensione, soluzioni all’avanguardia che la rendevano un mezzo particolarmente affidabile, tanto che il brevetto del ponte posteriore De Vecchi fu richiesto dalla Daimler.

Notata in ambito internazionale nei saloni e nella grande Esposizione di Milano del 1906, la casa milanese si fece conoscere nelle prime competizioni di endurance come la Targa Florio e la Parma-Poggio di Berceto. Sopravvissuta alla crisi finanziaria che colpì l’Europa nel primo decennio del Novecento, riuscì a sfornare altri ottimi modelli come la 16/20 HP, la 20/30 HP e la 25/35 HP.