Scene di film, viaggi, ricordi. Fiat come la 600, la 500, la Panda o la Uno sono diventate più che semplici auto: sono parte della nostra cultura. Così abbiamo deciso di ripercorrere la storia delle utilitarie torinesi facendocela raccontare da Roberto Giolito, designer di Fiat ricordato in particolare per la Multipla e la 500 del 2007, oggi Head of FCA Heritage.

Come FIAT ha messo le ruote all'ITALIA: dalla Topolino alla Uno

Si parte dalla Fiat 500 del 1936, espressamente richiesta da Mussolini per motorizzare l’Italia con una vettura economica. Ne nasce un progetto estremamente razionale firmato da un giovane Dante Giacosa, che posiziona il 4 cilindri 569 cc a valvole laterali a sbalzo all’anteriore, per non sottrarre spazio al piccolo abitacolo. Nell’idea del progettista i fari avrebbero dovuto essere integrati direttamente nei passaruota, ma per motivi di costo vengono scelti i consueti fari esterni tipici dell’epoca. Questa caratteristica, particolarmente evidente sul muso compatto e arrotondato, le varrà il soprannome Topolino, sulla scia del successo Disney di quegli anni.

Nel 1955 arriva la Fiat 600. Il motore passa al posteriore e la costruzione con sbalzi ridottissimi permette di dare vita a un’auto capace di portare in vacanza le famiglie italiane in appena 3,21 metri di lunghezza. Debutta il nuovo motore “serie 100”, quattro cilindri raffreddato ad acqua con valvole in testa azionate tramite aste e bilancieri. Anche qui emerge la necessità di contenere i costi, con soluzioni ingegnose come la ventola di raffreddamento calettata sullo stesso albero della pompa dell’acqua.