Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiDoppio invio per delibere e regolamenti sul canone unico patrimoniale. Entro il prossimo 14 ottobre dovranno essere trasmessi quelli relativi al 2026 (approvati entro il termine per il varo dei bilanci di previsione), mentre entro il 31 ottobre quelli riguardanti le annualità dal 2021 al 2025, in modo da sanare il vizio derivante dalla sentenza della Cassazione che ha dichiarato la natura tributaria del prelievo.

A chiarire i diversi passaggi è il Ministero dell’economia e delle finanze con un comunicato pubblicato sul proprio sito istituzionale a seguito dell’entrata in vigore dell’art. 30 del D. Lgs. 147/2026. Tale norma ha introdotto disposizioni in materia di pubblicazione, con efficacia costitutiva, sul sito internet del Dipartimento delle finanze www.finanze.gov.it, delle deliberazioni di approvazione dei regolamenti e delle tariffe relative al CUP di cui all’art. 1, commi da 816 a 847, della L. 160/2019.

Tale disciplina è stata travolta da uno tsunami da quando la Corte di cassazione a Sezioni unite, con la sentenza 1° maggio 2026, n. 12225, ha affermato che il prelievo è un tributo e non (a dispetto del nome) un canone patrimoniale. Da qui una serie di conseguenze a catena, che rischiavano di intaccare anche la legittimità delle decisioni assunte dagli enti negli scorsi anni. Per i tributi, infatti, è ineludibile l’applicazione dell’art. 13 comma 15-ter, D.L. 201/2011, in base al quale le delibere acquistano efficacia con la pubblicazione sul sito ministeriale. Ma se per le delibere, regolamentari e tariffarie, 2026 non si pongono problemi, potendo essere inviate entro il prossimo 14 ottobre, lo stesso non potrebbe essere sostenuto per quelle degli anni passati, che evidentemente rischiano di essere inefficaci per omessa pubblicazione nei termini, non sanabile senza una disposizione legislativa.