Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiIl rinnovo del Concordato preventivo biennale deve seguire un biennio di concordato effettivo e la possibilità di ravvedere il 2023 servirà a mettere in maggiore sicurezza il periodo di imposta immediatamente precedente al primo accordo che era, inizialmente, escluso da ogni sanatoria.
Sono queste alcune delle conseguenze che emergono dalla lettura combinata degli articoli 28 e 29 del dlgs 148 del 2026 (cosiddetto decreto Omnibus) in relazione al Cpb ed al collegato ravvedimento che muovono di fatto, dal medesimo presupposto : un premio per coloro che rinnovano l’accordo con il fisco dopo il primo biennio 2024- 2025. La struttura di questo premio è duplice.
Da un lato con le modifiche apportate alle disposizioni del dlgs 13 del 2024 e dunque alla struttura della norma sul concordato preventivo biennale, spicca su tutti il vantaggio derivante dalla riduzione dei termini di accertamento che viene portata a due anni rispetto al termine ordinario oltre, ad esempio, al fatto di poter determinare e versare gli acconti di imposta senza alcuna maggiorazione. In via temporanea e valevole al momento per i rinnovi 2026-2027, inoltre, la






