Antonella di Ielsi e Gianni Di Vita con le due figlie
Gianni Di Vita è rimasto per oltre tre ore negli uffici della Questura di Campobasso per essere nuovamente ascoltato sulla morte di moglie e figlia. Nelle stesse ore convocata anche una donna sua amica con la quale sarebbe stato effettuato un confronto.
Nuova convocazione in Questura oggi per Gianni Di Vita, padre e marito delle due donne morte avvelenate con la ricina a Pietracatella nello scorso dicembre. Il cinquantacinquenne, che per ora resta una persona offesa nel procedimento giudiziario in corso, è rimasto per oltre tre ore negli uffici della Questura di Campobasso per essere nuovamente ascoltato sull'accaduto. Secondo indiscrezioni, nelle stesse ore sarebbe stato convocata anche una donna sua amica con la quale sarebbe stato effettuato un confronto su alcune versioni dei fatti.
In attesa dei risultati delle analisi sui test specifici eseguiti in Germania, non si ferma infatti il lavoro della procura di Larino e della squadra mobile di Campobasso per cercare di fare luce sulla tragica morte di madre e figlia minorenne durante il periodo natalizio dopo aver consumato alcuni passi in casa. Per questo oggi ad ascoltare Di Vita vi erano sia la procuratrice di Larino Elvira Antonelli sia il capo della Squadra Mobile Marco Graziano. Da settimane gli investigatori e gli inquirenti si stanno concentrando sulla vita privata delle vittime per ricostruire eventuali dinamiche conflittuali nell'ambiente domestico che potrebbero dare un senso a un possibile avvelenamento volontario da parte di altri. Per questo proseguono ininterrottamente le audizioni di persone informate sui fatti tra parenti e amici delle due donne.










