Pubblicato il: 20/08/2026 – 14:07
REGGIO CALABRIA Tutti lo conoscono come “Don Mico“, il percorso criminale di Domenico Paviglianiti si inserisce nel contesto della seconda guerra di ‘Ndrangheta, combattuta tra il 1985 e il 1991. In quel periodo, secondo quanto ricostruito, ricopriva già un ruolo di primo piano e si schierò a sostegno della cosca De Stefano nella contrapposizione con il gruppo Condello, in una fase caratterizzata da numerosi episodi omicidiari che incisero sugli equilibri mafiosi della provincia reggina. Negli anni successivi Paviglianiti ha ricevuto diverse condanne definitive per associazione mafiosa, omicidio e narcotraffico. In particolare, è stato condannato a 30 anni di carcere, per fatti commessi a partire dagli anni ’80. A quella condanna se ne deve aggiungere un’altra per omicidio e per altri gravi reati. Questa mattina, l’autorità giudiziaria spagnola ha consegnato all’Italia l’ex latitante: catturato il 26 giugno scorso a Soria, una località dell’entroterra della Spagna, a circa 200 chilometri da Madrid. Non era la prima volta che Paviglianiti ha provato a rendersi irreperibile. Era già accaduto due volte, nel 1996 e nel 2021. Ritornato poco dopo in libertà, si era reso nuovamente irreperibile e, nel luglio 2022, nei suoi confronti era stato emesso un nuovo mandato di arresto europeo.















