Il segretario della Lega Lombarda Massimiliano Romeo è stato uno dei primi dirigenti del Carroccio a lanciare l’allarme in pubblico. “Se non parliamo più del Nord, al Nord noi i voti non li prendiamo più” diceva nel dicembre 2024, di fronte alla base leghista e a Matteo Salvini. Un grido allora isolato, ma che oggi è sempre più condiviso anche tra le più alte sfere del partito. Tanto da diventare pure un libro, uscito proprio in questi giorni.

Nelle 144 pagine di “Fare la Lega” (Rubbettino Editore), il senatore Romeo ripercorre il suo viaggio personale e politico dentro la storia della Lega. Dalle prime battaglie di militanza alle sfide del presente. Oltre trent’anni di impegno nei territori e nelle istituzioni “senza mai cambiare casacca” per interrogarsi “sull’identità, sugli errori e sul futuro del Movimento”. La parola chiave è il “celodurismo”. Tradotto dal lessico bossiano: “l’atteggiamento politico intransigente nelle battaglie, è nel nostro Dna. La competizione sana con gli altri partiti, anche alleati, è fondamentale, così come è essenziale avere una cattiveria agonistica”. Ma negli ultimi anni, secondo Romeo, “ci è mancato lo spadone sguainato verso l’alto. Diciamolo, ci siamo imborghesiti”.