Una tassa a carico delle grandi piattaforme social per sostenere l’editoria locale.

Ai principali player - Meta (Facebook e Instagram), Google, TikTok e Microsoft (Linkedin) - la scelta: o si accordano con i principali gruppi editoriali e remunerano i contenuti, o pagano le imposte direttamente al governo. È la regola appena varata dall’Australia, che il 20 agosto 2026 ha approvato in via definitiva il News Bargaining Incentive.

I dettagli del provvedimento La misura si applica ai motori di ricerca e social media che superano i 250 milioni di dollari australiani (circa 178 milioni di dollari statunitensi) di ricavi pubblicitari nel Paese.

Queste piattaforme sono chiamate a raggiungere un’intesa commerciale con almeno otto diversi editori australiani per compensare le tasse dovute.

Ogni accordo non può pesare per più del 25% dell’obbligo in capo alla piattaforma.