Cosa sarebbe l’estate senza la granita? Inimmaginabile davvero. E quando si parla di granita si parla inevitabilmente di Sicilia. Tutto partì dallo sharbat arabo, bevanda fredda di acqua, zucchero, frutta e aromi, considerata l’antenato della granita. In Sicilia incontrò la neve conservata nelle neviere, dando origine a preparazioni sempre più dense e lavorate. Da quella tradizione, passando per la nivarata e poi per il pozzetto, nascerà la granita moderna.

In Sicilia ne esistono diverse tipologie, dalla messinese considerata dai più la migliore, specie quella al caffè (chiedere la “menza ca’ panna”), passando per la catanese più densa, la cremolata in provincia di Ragusa, fino ad arrivare in occidente e nel palermitano con la classica struttura granulosa. I punti cardine della nostra selezione restano l’artigianalità del prodotto, la panna fresca montata al momento e la brioscia. Quella col tuppo? Certamente, ma anche col dittongo “ia”: per favore chiamatela brioscia, non brioche. È un lievitato italiano, non uno sfogliato francese.

La nostra battaglia lessicale non arretra. Ma come orientarsi? La proposta è vasta. Per il terzo anno Il Gusto torna a percorrere questa geografia dolce dell’isola, aggiornando una mappa che vive di indirizzi, stagioni e nuovi assaggi. Dieci indirizzi nuovi di zecca, dieci nuovi assaggi che diventano tappe per raccontare l’estate siciliana attraverso uno dei suoi capolavori più conosciuti.