Le uve dei vigneti più precoci, destinate ai vini base per lo spumante altoatesino prodotto secondo il metodo tradizionale, sono già arrivate in cantina. Ma in diverse zone della regione la vendemmia è già entrata nel vivo, più precocemente che mai a causa della pressione dovuta alla crisi climatica in corso.
A comunicarlo è il Consorzio Vini Alto Adige, che individua nell’andamento eccezionalmente caldo della primavera e dell’estate 2026 la causa dell’accelerazione osservata nel ciclo vegetativo della vite.
«Questo è l'inizio di vendemmia più precoce nella storia dell'Alto Adige», conferma il direttore del Consorzio, Eduard Bernhart. Il caldo registrato a giugno e luglio ha contribuito alla maturazione anticipata dei grappoli, ma l’origine del fenomeno va ricercata già nei primi mesi della stagione vegetativa: «Già a marzo e ad aprile le temperature erano superiori alla media, accelerando enormemente il ciclo vegetativo delle uve». Neppure le settimane insolitamente fredde di maggio sono state sufficienti a recuperare il consueto calendario.
Il primato altoatesino rappresenta così un nuovo tassello del più ampio cambiamento che sta interessando la geografia e la qualità del vino. Come documentato da uno studio pubblicato su Nature Reviews, negli ultimi anni l’aumento delle temperature ha anticipato le vendemmie anche di due o tre settimane, spostando la maturazione degli acini verso il periodo più caldo dell’estate anziché nelle condizioni più miti di fine estate o inizio autunno.








