Pubblicato il: 20/08/2026 – 11:16

CATANZARO “Chi difende davvero il territorio non può limitarsi a denunciare i problemi: deve contribuire a prevenirli. E chi dal valore ambientale della nostra costa trae beneficio ha, se possibile, una responsabilità ancora maggiore nel preservarlo. Quanto emerso a Parghelia dimostra concretamente cosa significa presidiare il territorio e lavorare in maniera coordinata. Non semplici controlli formali, ma un’attività ispettiva approfondita che, nel rispetto delle competenze di ciascuno, ha consentito di individuare situazioni meritevoli di ulteriori accertamenti e ha portato all’adozione di provvedimenti di sequestro”.È quanto afferma l’assessore all’Ambiente della Regione Calabria Antonio Montuoro in relazione agli accertamenti condotti nel territorio di Parghelia dall’Arma dei Carabinieri, con il supporto tecnico diArpacal e il coinvolgimento degli altri organismi istituzionali competenti.Le verifiche, protrattesi per diversi giorni, hanno interessato in particolare la gestione degli scarichi eil sistema di smaltimento delle acque reflue del complesso residenziale Costa dei Monaci. All’esito delle attività sono stati sottoposti a sequestro un manufatto interrato oggetto di approfondimento, ilsistema fognario del complesso e il bar annesso al lido “Le Fornaci”. Gli accertamenti dovranno orachiarire definitivamente caratteristiche e funzionamento degli impianti, eventuali irregolaritàe conseguenti profili di responsabilità.“Su questi ultimi aspetti – precisa Montuoro – compete naturalmente all’Autorità giudiziaria e agliorgani di polizia giudiziaria svolgere ogni valutazione. La Regione non anticipa conclusioni e non attribuisce responsabilità. Ma sul piano ambientale un dato è già evidente: il sistema dei controlli ha funzionato. I Carabinieri e le strutture tecniche hanno lavorato insieme, Arpacal ha messo a disposizione competenze specialistiche, sopralluoghi e accertamenti e le diverse amministrazioni hanno operato secondo le rispettive attribuzioni. Questa è la risposta che le istituzioni devono dare al territorio”.Per Montuoro, quanto accaduto rappresenta anche un esempio concreto del modello di presidioambientale che la Regione intende rafforzare lungo la costa calabrese.“La tutela del mare non comincia sulla battigia. Comincia molto prima: dalle reti fognarie, dagli impianti di depurazione, dai collettori, dagli scarichi, dai corsi d’acqua e da ogni possibile fonte di pressione presente sulla terraferma. Se vogliamo proteggere veramente il mare dobbiamo essere capaci di risalire la filiera, cercare le cause delle anomalie e intervenire dove queste possono originarsi”.In questo contesto assume un ruolo centrale Arpacal, presidio tecnico-scientifico della Regione e struttura di supporto agli organi istituzionalmente competenti.“L’Agenzia opera anche e soprattutto sul territorio, al fianco degli organi di controllo, quando è necessario verificare uno scarico, una rete, un impianto o una situazione anomala. È un’attivitàmeno visibile, ma probabilmente è quella che meglio interpreta il concetto di prevenzione:individuare una possibile criticità prima che questa possa produrre conseguenze sull’ambiente”.L’assessore interviene anche sulle polemiche che spesso accompagnano le condizioni del mare e l’attività degli organismi pubblici. “Le critiche sono legittime e possono essere persino utili quando aiutano le istituzioni a migliorare. Ma devono confrontarsi con i fatti. E i fatti, a Parghelia, raccontano di controlli durati giorni, di uomini e professionalità impegnati sul campo, di approfondimenti tecnici e diprovvedimenti adottati quando sono emersi elementi meritevoli di attenzione. Affermare a prescindere che nessuno controlla o che le istituzioni siano assenti significa ignorare il lavoro che quotidianamente viene svolto sul territorio. Noi preferiamo rispondere con i controlli, con le analisi e con risultati verificabili”.