Ambiente, salute pubblica, mare, cambiamenti climatici, depurazione e controlli in tempo reale. Sono i temi al centro dell’intervista realizzata da Nicolino La Gamba al direttore generale dell’Arpacal, Michelangelo Iannone, nel corso del programma “Pagina protetta” di Radio Onda Verde. Un confronto ampio, nel quale il numero uno dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria ha rivendicato il ruolo tecnico dell’ente, la centralità dei dati e la necessità di leggere i fenomeni ambientali senza allarmismi, ma anche senza sottovalutazioni.

Il sistema Arpacal e il ruolo dentro la rete nazionale

Iannone ha ricordato che l’Arpacal nasce dall’evoluzione dei vecchi presidi multizonali di prevenzione e opera oggi dentro il Sistema nazionale di protezione ambientale, insieme a Ispra e alle altre agenzie regionali. Un passaggio decisivo, perché consente di utilizzare criteri omogenei in tutta Italia. “Non è possibile che l’aria in Calabria, o l’acqua, venga valutata in maniera diversa qui oppure in Campania“, ha spiegato Iannone. Per questo, ha aggiunto, i dati sulle acque di balneazione vengono raccolti dalle singole agenzie regionali ma secondo “le stesse linee guida, le stesse modalità, le stesse attività“. Il direttore generale ha insistito anche sul rapporto tra ambiente e salute, definendolo un binomio ormai dimostrato. “È innegabile che lo stato dell’ambiente influenzi la salute umana“, ha detto, richiamando la necessità di una maggiore consapevolezza individuale: “Ognuno di noi deve avere una coscienza, deve sapere che l’ambiente ci influenza“.