Uno sguardo sul presente, ma anche attenzione al futuro. Vertice oggi in prefettura con il capo della Protezione civile nazionale, prefetto Fabio Ciciliano. Le risorse idriche, il dissalatore, argomenti della riunione, partendo dalla constatazione di una terra ricca d'acqua nel sottosuolo, ma che sulla terraferma si trova a fare i conti con condotte stile "scolapasta". Una terra che sconta ritardi incredibili. Le dighe che costruite da decenni restano non collaudate e che travasano tantissima quantità d'acqua al di fuori, risorse sprecate. O i ritardi che toccano l'Ato idrico, per anni fermo ai nastri di partenza e che però con la presidenza affidata al sindaco di Calatafimi Segesta Francesco Gruppuso ha fatto passi in avanti importanti. Dopo il passaggio, pare prossimo a definirsi, della Vas (Valutazione ambientale Strategica) da parte della Regione, attraverso la società Invitalia si dovrebbe procedere a bandire la gara europea per individuare il gestore. Ciciliano, va detto, a Trapani è arrivato più che altro nella sua veste di commissario straordinario per l'emergenza idrica in Sicilia. Le condotte idriche, il dissalatore di Nubia e i consumi elettrici per questo impianto, anzi per i tre dissalatori, ci sono anche quelli di Gela e Porto Empedocle, di questo si è occupato.
Acqua, a Trapani la visita di Ciciliano, capo della Protezione civile: «Il problema va affrontato in modo definitivo»
Incontro in prefettura: le risorse idriche, il dissalatore e le condotte "scolapasta" gli argomenti







