Il mare della Calabria si confronta ancora una volta con il giudizio dei numeri, e per la stagione 2026 il bilancio complessivo resta solidamente positivo. È quanto emerge dal report ufficiale dell’Arpacal, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, che ha appena pubblicato i dati relativi al monitoraggio della stagione balneare 2025 e la conseguente classificazione delle acque di balneazione valida per l’estate 2026. Un documento tecnico, ma dal forte impatto sulla vita quotidiana di centinaia di migliaia di calabresi e turisti che ogni anno scelgono le coste della regione: a essere coinvolte sono 649 acque di balneazione, distribuite tra le cinque province per un’estensione complessiva di 670,9 chilometri di costa.

Una stagione di controlli capillari

Nel corso della stagione 2025, durata dal 1° maggio al 31 ottobre per effetto della delibera di Giunta regionale n. 53 del 17 febbraio 2025, i tecnici Arpacal hanno effettuato 4.179 prelievi di routine, ai quali si sono aggiunti 150 campioni suppletivi, per un totale di 4.329 prelievi e 8.658 determinazioni analitiche. I due parametri sotto la lente sono sempre gli stessi, Escherichia coli ed Enterococchi intestinali, indicatori principe della contaminazione fecale delle acque marine. La provincia più “controllata” è quella di Cosenza, con 1.662 prelievi complessivi, seguita da Reggio Calabria (904), Catanzaro (692), Crotone (589) e Vibo Valentia, che chiude la classifica con 482 prelievi.