VENEZIA - Spray al peperoncino, pezzi di masegni, passeggini e bicchieri lanciati addosso, oltre a pugni e sberle, senza contare il fatto di farsi scudo con i bambini. I borseggiatori che frequentano quotidianamente la città sono cambiati e ora non hanno davvero più paura di nessuno. Nel fine settimana scorso un gruppo di violenti "pickpocket" ha aggredito alcuni youtuber che erano sulle loro tracce. La prima però a subire l'ira dei malviventi è stata Monica Poli, oggetto di un lancio di pezzo di masegno, senza contare i "soliti" sputi. Una narrazione cinematografica, che dipinge una Venezia da incubo, è apparsa sulla pagina ufficiale di "Dje media" attraverso alcuni reel, una sorta di bignami di quanto pubblicato invece su youtube, dove un video di circa un'ora e mezza offre una Venezia da incubo, tra sputi, spray al peperoncino, botte e anche lanci di oggetti che hanno provocato qualche ferito.

CITTÀ DA INCUBO Venezia non è l'unica realtà a soffrire il problema, certo è che però qualcosa succede. Negli spezzoni si vedono i ladri presi di mira dalla troupe di creatori di contenuti, che spara vernice (lavabile) rossa, ricevendo in cambio spruzzate di peperoncino, pugni e lanci di bicchieri. Nella fattispecie, le riprese sono avvenute a San Basilio e a rimetterci i vetri è stata la trattoria che da poco ha cambiato gestione. I borseggiatori, senza tanti scrupoli, li hanno usati come arma, assieme ad alcune sedie, lanciandoli a chi stava filmandoli. Presente anche Monica "Ladypickcpocket" Poli, che ora siede in Consiglio comunale: «Ero a far colazione in campo San Basilio, ora sappiamo che frequentano quella fermata perché da un lato bazzicano Sacca Fisola nei giorni di mercato, dall'altro perché è "facile" leggere i pin dei turisti che fanno i biglietti alle macchinette, rubando poi le carte. La scorsa settimana, forse, si sono arrabbiati proprio perché abbiamo loro impedito un facile bottino». Sul luogo il caso ha fatto unire la consigliera comunale e la troupe, che prima invece aveva già documentato i venditori di braccialetti e gli scatolettisti a San Marco: «I commercianti ci ringraziano, sono disperati perché ci dicono che hanno paura». LA PAURA DI MONICA POLI E per la prima volta anche Monica Poli, che per anni si è battuta sprezzante del pericolo, oggi ammette: «Inizio ad aver paura. Questi sono criminali, molti di loro arrivano da una città della Romania che solo nominarla fa paura. Serve l'espulsione prima che facciano danni in città».Tornando all'episodio, Poli testimonia quanto visto: «Ho riconosciuto uno dei più violenti, gli hanno spruzzato il liquido rosso e una donna mi ha aggredita spruzzandomi lo spray al peperoncino. Loro ce l'hanno tutti. Non interessa niente di nessuno a questi, ma sono cambiati, sono molto più cattivi, o li si lascia stare o questo è quello che succede». Un altro spezzone di video è ambientato a Rialto mercato, lì è stata documentata il lancio di pezzi di masegno: «Ho fatto cenno agli youtuber di andarsene, perché avevo capito l'andazzo, non mi hanno ascoltata e son volati pezzi di pietre, oltre alle spruzzate al peperoncino. Io mi sono allontanata da queste donne perché so che sono molto aggressive, siamo arrivati al punto che a Venezia si sentono padroni». BAMBINI COME SCUDO A scuotere davvero Monica Poli, che in questi anni ne ha viste di tutti i colori, è stato però quanto accaduto di sera a piazzale Roma: «La cosa più grave è quando ho visto che i borseggiatori si son portati al seguito le famiglie, i bambini, e si fanno scudo con loro. Ho riconosciuto quasi tutti, ma era la prima volta che vedevamo una cosa del genere, non avevamo mai notato che al seguito ci fossero le famiglie, con anche i bimbi. È gravissimo, si stanno impossessando del nostro territorio. Sono soggetti pericolosi, non più semplici borseggiatori». Proprio in questo video si nota come gli stranieri lancino passeggini, coni arancioni posizionati per delimitare i lavori, ma anche spruzzate di peperoncino, pare persino dicendo alla polizia municipale intervenuta che gli youtuber avrebbero tentato di rapire i bimbi. Nelle riprese si nota come "usino" anche un bambino in braccio di poco più di un anno per evitare di subire la spruzzata di peperoncino che i creatori di contenuti avevano a difesa della propria "attività". Insomma, una situazione limite, raccontata sì dal punto di vista scenica sui social, ma che rialza l'attenzione su un fenomeno che resta uno dei nodi da sciogliere, su cui Poli ha le idee chiare: «Serve un intervento di espulsione, per l'incolumità delle persone. Quanto successo a piazzale Roma è gravissimo, non si può accettare un bambino usato come scudo. E ci chiediamo chi siano, da dove vengano, perché quando li rincorriamo per le calli della città a un certo punto spariscono. Potrebbero avere delle "basi" su cui nascondersi? Oltre a pagare le "sentinelle" che li avvisano quando arriva la polizia». Ecco così l'appello: «Ringraziamo polizia e carabinieri per quanto fanno, ma Procure e il ministro Nordio facciano qualcosa in più».