Di: Il giardino di Albert / Matteo Martelli Per secoli ha alimentato leggende, collezioni e perfino il prestigio dei sovrani. Nel XVII secolo il re danese Federico III fece persino realizzare il proprio trono utilizzando quello che si credeva essere un prezioso “corno di unicorno”. In realtà, quel materiale proveniva da un animale vero: il narvalo, cetaceo artico famoso per la sua lunga zanna.Il narvalo ha alimentato leggende e collezioni private Istock Chi è il narvalo e dove viveIl narvalo abita prevalentemente le gelide acque del Canada e della Groenlandia e può raggiungere, esclusa la zanna, una lunghezza compresa tra i 4 e i 5,5 metri. Quello che chiamiamo impropriamente “corno” è in realtà un dente, generalmente il canino superiore sinistro dei maschi. Cresce per tutta la vita, può superare i due metri di lunghezza e attraversa il labbro superiore, sviluppandosi in una caratteristica spirale. A differenza delle zanne di elefanti e trichechi, però, quella del narvalo cresce praticamente dritta, senza curvarsi.Il giorno delle baleneIl giardino di Albert 02.06.2024, 18:05©Eclectic – ARTE G.E.I.E. – 2023Il mistero della zanna del narvaloMa come nasce una struttura tanto particolare? È la domanda alla quale ha cercato di rispondere una squadra internazionale di ricercatori, a cui ha preso parte anche l’istituto svizzero Paul Scherrer (PSI), studiando per la prima volta l’architettura interna della zanna su scale che vanno dai nanometri ai centimetri. I risultati, pubblicati su Nature Communications, rivelano un’organizzazione sorprendente: due strutture elicoidali che ruotano in direzioni opposte e si intrecciano tra loro.Una radiografia molto specialePer osservare questa architettura nascosta, gli scienziati hanno utilizzato la tomografia tensoriale a raggi X in tre grandi sorgenti di luce di sincrotrone europee: la SLS del Paul Scherrer Institute in Svizzera, MAX IV in Svezia e l’ESRF di Grenoble, in Francia.La tecnica permette di andare ben oltre la semplice radiografia. Analizzando il modo in cui i raggi X vengono diffusi all’interno del dente, i ricercatori possono ricostruire l’orientamento delle fibre di collagene e dei minuscoli cristalli minerali che lo compongono. Milioni di misurazioni vengono così trasformate in un’immagine tridimensionale dell’architettura della zanna.Inizialmente, però, la spirale non era visibile. I dati sembravano mostrare un’organizzazione uniforme. La soluzione è arrivata osservando non tanto i singoli punti dell’immagine, quanto il loro orientamento nello spazio. Collegando queste informazioni è comparso il disegno nascosto: due spirali intrecciate che si avvolgono in direzioni opposte. I singoli pixel nel tomogramma non lasciano ancora presumere la presenza di una struttura elicoidale (immagine a sinistra). Solo quando si effettua un collegamento reciproco del loro orientamento spaziale, si manifestano le due spirali (immagine a destra)Adrian Rodriguez-Palomo et al.Una struttura simile al cemento armatoQuesta architettura potrebbe spiegare anche la straordinaria resistenza della zanna. Il suo interno è costituito soprattutto da dentina, mentre all’esterno è presente uno strato del cosiddetto cemento dentale, un tessuto che negli altri mammiferi si trova normalmente solo nella radice del dente. Entrambi contengono fibre di collagene rinforzate da cristalli minerali. È una struttura simile, per certi aspetti, a quella di un materiale composito come il cemento armato: una componente garantisce durezza, l’altra contribuisce alla resistenza e alla flessibilità. Una combinazione fondamentale per un dente che può raggiungere dimensioni enormi e che deve sopportare le forze generate dal movimento nell’acqua.https://rsi.cue.rsi.ch/info/natura-e-animali/Balene-e-delfini-giocano-tra-loro--3066021.htmlL’utilità rimane in parte un misteroResta invece ancora aperta una domanda fondamentale: a cosa serve davvero la zanna? Le osservazioni suggeriscono un ruolo nelle interazioni sociali e nella scelta del partner. I maschi sono stati inoltre osservati mentre incrociano le zanne in quelli che sembrano veri e propri “duelli di spada”. Ma il mistero non è ancora completamente risolto.Così, mentre la scienza ha finalmente svelato cosa si nasconde dentro il corno dell’”unicorno dei mari”, il narvalo conserva ancora parte del suo fascino leggendario: un animale reale, con un dente capace di nascondere al suo interno una complessa geometria a doppia spirale.Articolo legato a “Il pomeriggio di Rete Uno”, ore 14:30 (19.08.2026)