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Anna Campaniello

Il sindaco ha emesso un'ordinanza dopo «lamentele per schiamazzi». In paese sono comparse decine di cartelli contro la scelta: «Così si penalizzano il turismo e i giovani». Chiusi pure i distributori automatici

Tavolini «chiusi» dalle 23 e divieto di vendere alcolici e cibi da asporto. L’ennesima ordinanza anti movida arriva là dove non te lo aspetti. A firmare il giro di vite per bar e locali è stato infatti il sindaco di Centro Valle Intelvi, comune con meno di 4 mila abitanti tra i monti dell’omonima valle. Le limitazioni hanno scatenato un’accesa protesta, che si è materializzata in volantini e manifesti contro le nuove regole. «Non ce l’ho con nessuno, tanto meno con i giovani, ma la situazione stava diventando fuori controllo», si difende il primo cittadino Mario Pozzi.

Tutto ruota, sembra, attorno a schiamazzi e rumori fuori orario rispetto ai ritmi del paese e a qualche episodio di inciviltà. Nell’ordinanza, il sindaco fa riferimento a «diverse segnalazioni in relazione al fenomeno della cosiddetta movida e allo specifico aspetto delle immissioni sonore e del conseguente inquinamento acustico che ne deriva». Drastiche le misure introdotte, in vigore fino alla metà di settembre: divieto di vendere alcolici e prodotti di gastronomia dalle 23 alle 6 dal lunedì al giovedì, dopo la una il venerdì e il sabato e dopo la mezzanotte la domenica. Chiusi pure i distributori automatici. Vietato negli stessi orari sedersi ai tavolini di bar e ristoranti. La multa per chi non rispetta le regole va da 500 a 5 mila euro.