Negli ultimi mesi, Valter Lavitola ha detto tutto e il contrario di tutto. Che lui, con l’attentato a Sigfrido Ranucci, c’entrava poco o nulla. Che se davvero la bomba l’aveva messa lui, allora il conduttore di Report non poteva non sapere (vatti a fidare degli amici) e infine, almeno per il momento, che la responsabilità di quell’attacco è tutta sua.

Di Valterino, mandante e organizzatore, e del suo fido Clesio Gomes Tavares. Durante l’interrogatorio, inoltre, sarebbe stato chiesto a Lavitola se avesse mai pensato che, con l’attentato, avrebbe potuto accrescere il consenso popolare di Ranucci, favorendo così una sua discesa in campo.

Risposta affermativa del faccendiere, il quale aggiunge: «Stavo lavorando anche a un sondaggio per una cosa del genere, ma lui si è sempre schernito in proposito e poi non era assolutamente questo il momento: saremmo stati due deficienti».

Ranucci a Pulp: «Interessati la camorra e il deep State»

Se Lavitola ha dato versioni diverse, anche Ranucci, però, non è stato da meno in questi mesi. Il 7 aprile scorso, infatti, era ospite della puntata (registrata qualche giorno prima) di Pulp, il podcast di Fedez e Mr. Marra. In quell’occasione, il conduttore di Report ha parlato di tutto. Del suo programma ovviamente, della sua famiglia, della politica, dello Stato profondo che la controllerebbe, e, soprattutto, della bomba piazzata sotto casa sua.