Quando Sigfrido Ranucci è stato sentito l’ultima volta in Procura, lo scorso 2 luglio, ha raccontato che a suo giudizio il «Corrado» di cui parlano gli esecutori materiali dell’attentato era un esponente del clan Moccia. Per il conduttore l’unico movente plausibile per la bomba esplosa davanti a casa sua lo scorso 16 ottobre sono i servizi sugli affari della camorra nell’acquisizione del cantiere navale Vittoria di Adria (Rovigo).

A far decollare questa ipotesi è stata una lettera anonima recapitata in redazione un paio di giorni prima della messa in onda del primo servizio sul tema, avvenuta il 16 novembre 2025. Ma per la Procura di Roma il mandante dell’attentato è il faccendiere Valter Lavitola, che, invece, per Ranucci non c’entra niente. In particolare non c’entra niente con i servizi sul cantiere. Però La Verità, nei giorni scorsi, è riuscita a dimostrare il contrario. E oggi siamo in grado di aggiungere un prezioso tassello alla tesi che vuole il faccendiere legato a doppio filo con i reportage realizzati in provincia di Rovigo da Report.

Nella puntata del 16 novembre (intitolata Battaglia navale) l’inviato di Ranucci, Daniele Autieri, ha ricostruito quelli che ritiene i punti oscuri dell’acquisto.