Non si diradano le ombre sulle dichiarazioni ai magistrati di Sigfrido Ranucci in merito al suo attentato. Il conduttore di Report, non indagato, ha sempre negato di sapere qualcosa della bomba esplosa davanti casa sua e di aver avuto sospetti che il mandate potesse essere l’amico Valter Lavitola, reo confesso e in carcere. L’ultima intercettazione emersa tra i due alimenterebbero però i dubbi dei pm, che potrebbero sentire il giornalista proprio su alcune frasi controverse.

L'incontro a Pomezia

L'intercettazione tra Lavitola e Ranucci

La conoscenza con Gomes

L’incontro a PomeziaTra gli elementi che non tornano nelle ricostruzioni della procura ci sarebbe un incontro avvenuto tra Lavitola e Ranucci il 7 settembre 2025, nella villetta di Pomezia dove un mese dopo sarebbe stato piazzato l’ordigno.Un appuntamento di cui il giornalista non avrebbe fatto menzione nel colloquio con i pm romani e, secondo quanto riportato dalla trasmissione Zona Bianca, nel quale il faccendiere avrebbe avvistato l’amico del possibile pericolo di attentati.ANSAL’intercettazione tra Lavitola e RanucciNella probabile convocazione di Ranucci da parte della procura, attesa per settembre, i magistrati potrebbero chiedere conto della conversazione avuta tra i due nella notte tra il 4 e il 5 luglio, subito dopo la perquisizione nell’abitazione di Lavitola.Una telefonata di due ore iniziata intorno alle 3.30 e intercettata nell’auto dell’imprenditore, in cui i due sembrano confrontarsi sugli elementi dell’inchiesta in quale momento a disposizione dagli inquirenti e parlano dell’assenza di un movente.