«I picchi climatici non sono più da considerare eccezionali, ma sono ormai purtroppo la norma». Dal cortile dell'ex Buon Pastore di corso Regina Margherita, il sindaco Stefano Lo Russo parla di un clima che ha un impatto «su tutto». Anche «sulla gestione della città in generale». E questa «nuova norma», continua il primo cittadino, «produce il fatto che, ovviamente, occorre dare una risposta che non può più essere solo emergenziale, ma deve essere pensata in maniera strutturale». Caldo e anziani, i nuovi bisogni e gli spazi da climatizzare I fronti su cui intervenire sono molti. Per esempio, spiega Lo Russo, Torino è una città che «ha una curva demografica nettissima di incremento della popolazione anziana». Perciò occorre «rispondere a un bisogno di salute, perché chiaramente il caldo produce ulteriori fabbisogni sanitari». E c'è anche bisogno di spazi aggregativi adatti alle nuove condizioni climatiche: «Magari vent'anni fa nessuno immaginava di dover climatizzare una bocciofila, oggi diventa in qualche modo un tema che crea l'esigenza di intervenire». Verde pubblico, le piante soffrono per il nuovo clima La Città deve poi adeguarsi anche su altre fronti. Uno su tutti: il verde. «Abbiamo delle piante che fanno riferimento a un certo tipo di clima, ma quello di oggi le sta mettendo in completa sofferenza», continua Lo Russo: «Arrivo da Corso Belgio, abbiamo già molte piante ingiallite e siamo a metà agosto. Quindi anche questo tema della gestione dell'ambiente che ci circonda e del patrimonio della città deve essere adeguato». Emergenza caldo e senza dimora Un tema, quello del caldo, che interessa anche le persone più fragili, come quelle senza fissa dimora che la struttura di prima accoglienza dell'ex Buon Pastore continua a ospitare. Un centro per cui quest'anno c'è stato maggior richiesta di accesso. «Il centro una volta operava solo d'inverno, ma ormai siamo una città che non distingue le stagioni - spiega l'assessore al Welfare Jacopo Rosatelli - Qui a Torino i dati Istat dicono che il 70% delle persone senza dimora censite riesce ad avere accoglienza. C'è una buona capacità di risposta. Per queste persone non lesiniamo risorse». Ex Buon Pastore, l'obiettivo è arrivare a 87 posti Il polo di accoglienza gestito dalla Croce Rossa, in concerto con la Città e la Protezione civile, sta affrontando un percorso di riqualificazione, operando con una capienza di 48 persone. Il dirigente comunale della Protezione civile Bruno Digrazia rivela: «Anche se i tempi di fine lavori sono delicati, per i primi mesi del 2027 vorremmo arrivare ad 87 posti». In futuro, dice Rosatelli, «verranno ripristinate altre strutture, che verranno restituite alla città».