«L’attuale scenario internazionale mette a rischio anche i nostri cantieri». Torino cambia, come dice lo slogan coniato dal Comune per la grande stagione di trasformazione urbana in corso legata ai fondi Pnrr, ma il sindaco Stefano Lo Russo lancia così l’allarme per i prossimi mesi legato alla situazione in Medio Oriente. Caro energia, caro materiali, il problema degli approvvigionamenti dei materiali «come il bitume e gli altri derivati del petrolio che mettono a rischio i nostri progetti legati alle riasfaltature».

La chiusura dello stretto di Hormuz impatta sull’economia globale e locale e Torino vuole scongiurare la paralisi dei suoi progetti di punta. E se il sindaco garantisce come «il cantiere di via Roma pedonale o piazza Solferino non siano a rischio», visto che i lavori riguardano principalmente materiale lapideo, diverso può essere il discorso sul progetto “Torino Cambia, spazi che uniscono” messo a terra con Fondazione Crt per riqualificare strade, marciapiedi e segnaletica orizzontale in 140 punti della città con nuove asfaltature.

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L’accelerata sul “Salva Strade”

La Stampa, settimana scorsa, ha raccontato l’accelerata della Città per realizzare la prima metà di questi lavori di manutenzione stradale straordinaria realizzati con un finanziamento della Fondazione Crt pari a 32 milioni. Sei cantieri sono già avviati e conclusi, undici sono in corso, 24 sono pronti a partire entro l’estate. L’obiettivo è rinnovare 140 tratti stradali entro maggio 2027. Ma ora il Comune vuole correre per evitare di incontrare problemi di rincari e reperimento risorse a medio-lungo termine: «I rincari generalizzati legati al caro carburanti e la chiusura dello Stretto di Hormuz rischiano di far tardare alcuni lavori - racconta Lo Russso - Il capitolo asfalti é il più vulnerabile».