Aggiungi come fonte la Gazzetta del Sud
Da una parte la spada di Damocle di un nuovo commissariamento e, quindi, dell’ennesimo ritorno anticipato al voto. Dall’altra il caso politico che inevitabilmente si incendia su più fronti, quello locale e quello regionale, con un Cateno De Luca su tutte le furie per la fuga di notizie su un parere che dal 28 aprile, quando è stato reso dall’Ufficio legislativo e legale della Regione, era secretato.
Il cuore del problema rimane il rischio decadenza per il sindaco Federico Basile (e per la sindaca di Barcellona, Melangela Scolaro), sul quale sarà il Tar a pronunciarsi a ottobre, in due udienze al momento separate: il 1° ottobre per Barcellona, il 20 per Messina. Il tema è la mancata raccolta delle firme per tutte le liste presentate da Sud chiama Nord, con all’interno il contrassegno del partito affiancato al nome di ogni lista: una deroga riconosciuta per legge ad ogni partito rappresentato in Parlamento o all’Ars, come il partito di De Luca, ma che, secondo il parere dell’Ufficio legislativo e legale, come riportato ieri da Gazzetta del Sud, non può essere estesa ad un numero indefinito di liste. Parere secretato perché reso a poche ore dalla scadenza della presentazione delle liste, col rischio, dunque, di «alterare il procedimento elettorale», anche perché Sud chiama Nord aveva agito col «sostanziale nulla osta» espresso un mese prima dalla stessa Regione, tramite il dipartimento Autonomie locali.






