Il gruppo parlamentare all’Ars di Sud chiama Nord ha presentato un’interrogazione al governo regionale per chiarire la divulgazione di un parere dell’Ufficio legislativo e legale della Regione Siciliana, formalmente escluso dall’accesso.

L’iniziativa segue la pubblicazione sulla Gazzetta del Sud di un articolo che ne ricostruisce i contenuti, relativi alla possibile decadenza del sindaco di Messina, Federico Basile, e della sindaca di Barcellona Pozzo di Gotto, Melangela Scolaro. Sulla vicenda, a seguito di alcuni ricorsi, dovrà pronunciarsi il Tar in due udienze: il 1º ottobre per Barcellona Pozzo di Gotto e il 20 ottobre per Messina.

Al centro del contenzioso vi è la presunta mancata raccolta delle sottoscrizioni per tutte le liste presentate da Sud chiama Nord, ciascuna recante il contrassegno del partito accanto alla propria denominazione. La normativa prevede una deroga all’obbligo di firme per i partiti rappresentati in Parlamento o all’Ars; tuttavia, secondo il parere dell’Ufficio legislativo e legale tale esenzione non sarebbe estensibile a un numero indefinito di liste.

Il parere era stato secretato poiché reso a ridosso della scadenza per la presentazione delle liste, con il rischio, secondo la Regione, di "alterare il procedimento elettorale". Sud chiama Nord aveva depositato le candidature dopo avere ricevuto, circa un mese prima, un sostanziale nulla osta dal Dipartimento Autonomie locali.