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Fiori per le vittime. Omaggi, pensieri appoggiati al cancello chiuso. Mentre le indagini per accertare la cause del disastro procedono, la città non dimentica chi ha perso la vita. Quel che resta del “palazzo Leone”– dentro quell’area ripulita dalle macerie e posta sotto sequestro – “spezza” tristemente la normalità del panorama urbano. Migliaia di metri quadrati, fino al 30 luglio cuore pulsante del commercio di Pistunina, sono adesso un “deserto” ed il simbolo di un disastro che attende verità su cause e su eventuali responsabilità.
L’inchiesta, coordinata dalle sostitute procuratrici Anita Siliotti e Antonietta Ardizzone, procede avvalendosi di accertamenti tecnici. Si attendono perizie e relazioni di fondamentale importanza.
Per quanto riguarda le vittime, i Carabinieri del Ris potrebbero dare un’identità in tempi brevi ai resti ritrovati tra le macerie ed ancora non attribuiti. Si dovrà accertare se appartengono a Santino Magazzù o Lhairu Warnakulasurya, i cui corpi non sono stati recuperati nonostante il lavoro incessante dei Vigili del fuoco.
Sul fronte delle indagini, mirate nello specifico ad accertare le responsabilità dell’accaduto, la prossima settimana è previsto l’esame dei telefoni dei tre indagati.






