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Tra le macerie della palazzina crollata a Pistunina non ci sono soltanto cemento e detriti. Ci sono ricordi, legami, progetti, pagine di vita strappate via in un istante. Mentre i soccorritori continuano senza sosta il loro lavoro per il recupero dei dispersi c’è un’altra emergenza che si consuma, quella dei superstiti e dei familiari sospesi tra la speranza, l’angoscia e il dolore. Per rispondere a questo disagio l’Azienda ospedaliera universitaria “G. Martino” ha attivato fin dalle prime ore successive alla tragedia un servizio di supporto psicologico.
L’intervento è coordinato dalla prof.ssa Melania Mento, referente del servizio di supporto psicologico incardinato nell’Unità operativa complessa di Psichiatria diretta dalla collega Anna Muscatello: un’equipe di psicologi con formazione specifica nella gestione delle emergenze traumatiche presidia i punti più delicati: il Pronto soccorso, l’obitorio ma soprattutto l’area del disastro di Pistunina. «Operiamo in sinergia con il personale del 118, i Vigili del Fuoco, la Croce Rossa, la Protezione civile, i volontari e gli enti del territorio», spiega Mento.
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