HomeMilanoCronacaData center, l’autodifesa del Pd: "Così gestiremo il cambiamento"Pregnana Milanese, la maggioranza replica alle accuse: nuovi limiti agli operatori e trasparenza sulle risorseL’ex stabilimento Iveco di Pregnana Milanese è una delle tre aree industriali dismesse da anni che ospiteranno i futuri data centerRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguici"La nostra linea è chiara: sviluppo sì, ma senza assegni in bianco". Dopo mesi di critiche e accuse contro l’amministrazione comunale di centrosinistra per l’insediamento di ben tre data center in altrettante aree industriali dismesse, il circolo del Pd (forza di maggioranza e partito del sindaco) interviene sull’argomento per fare chiarezza: "Non abbiamo scelto noi i data center, sono gli operatori che hanno individuato le tre aree a Pregnana Milanese. Ma noi abbiamo la responsabilità di governarli, senza mettere la testa sotto la sabbia ma con il polso richiesto nel prendere decisioni importanti: gestire il cambiamento e non subirlo, tutelare il territorio e costruire il futuro della comunità".
Ma facciamo un passo indietro: in questo momento è in corso l’iter per realizzazione di tre data center nelle aree industriali dismesse ex Citroën, ex Iveco ed ex Olivetti: nel complesso quasi 500mila metri quadrati, un quarto della superficie edificabile del paese. L’amministrazione comunale prevede di incassare tra i 25 e i 30 milioni di euro tra oneri di urbanizzazione e compensazioni ambientali. E come ha ribadito più volte il sindaco Angelo Bosani, la costruzione dei data center è un’occasione per bonificare e riqualificare tre ampie zone industriali dismesse da anni, l’ex Olivetti è vuota da ben 18 anni.






