A Brescia 4.500 Over85 e oltre tremila donne che non hanno parentiRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciUna società che invecchia, in cui la solitudine, i rapporti sociali sempre più sfilacciati e a volte il senso di colpa per il proprio isolamento e la povertà possono sfociare in vicende drammatiche. Il caso di Concesio, che sarà chiarito dalle indagini, accende interrogativi su come evitare che la solitudine inasprisca le fragilità economiche, sociali e climatiche in una provincia come Brescia, dove circa un quarto della popolazione ha più di 65 anni.
Nel solo capoluogo, secondo il Piano di zona, ci sono 16.400 over 65 soli, di cui 4.500 over 85, con oltre tremila donne che vivono sole dopo gli 80 anni. "La misura del buon vicinato sperimentata negli anni è una strada – spiega Marco Fenaroli, assessore comunale ai Servizi sociali – ma va radicata continuamente, perché la popolazione cambia e non è facile tenere tutto sotto osservazione, soprattutto chi non è in carico ai Servizi sociali. Stiamo lavorando all’Anagrafe delle fragilità per aggiornare i dati, partendo da fragilità e cronicità".
Una fotografia aggiornata è fondamentale, ma la vera sfida è trovare risposte. "Un conto è essere soli, un altro l’abbandono, con il vicino di casa che può accorgersi o meno se qualcosa non va. I servizi del Comune sono fondamentali, ma bisogna anche rivedere il modo in cui guardiamo ai problemi degli altri, costruendo iniziative e presenza con volontari e professionisti". Anche chiedere aiuto non è scontato e questo rende ancora più difficile intercettare i problemi. "C’è quasi un senso di colpa, come se essere poveri o soli fosse responsabilità di chi lo è. Questo porta a occultare le difficoltà".







