In Italia ci sono 5,8 milioni di anziani che vivono soli. Appena l’8,5% di essi può contare sul sostegno di una badante. Ciò fa sì che attualmente la percentuale degli over 70 che nel nostro Paese vivono soli sia tra le più alte in Europa; prevalgono le donne. Un dato destinato a peggiorare, così con la demografia a sfavore il ricorso a soluzioni è quantomeno prioritario. Nasce in questo contesto lo sviluppo del cohousing intergenerazionale. Ovvero l’ipotesi di mettere in correlazione le necessità degli anziani e quelle dei giovani. Ai primi spesso necessita una situazione abitativa accudita e assistita, ai secondi un alloggio economicamente sostenibile. Il cohousing intergenerazionale si è così candidato a essere uno dei pilastri, insieme al senior cohousing, della Riforma Anziani (legge 33/2023).

Due progetti sulla cui realizzazione si sono concentrate le Linee guida previste dall’art 15 del Dlgs 29/2024. Un percorso articolato che arriva ora a compimento.

«Le Linee guida che stiamo elaborando e che presenteremo entro giugno 2026 - spiega il vice ministro al Lavoro e alle Politiche sociali Maria Teresa Bellucci - valorizzano le buone pratiche esistenti e definiscono un chiaro quadro di governance, territoriale e progettuale, cui attenersi per favorirne la diffusione su tutto il territorio nazionale, nel rispetto delle specificità locali».