Nel 2050, in Italia, una persona su tre avrà più di 65 anni. Parafrasando il titolo di un film, l’Italia, come confermano tutte le cifre demografiche, è un Paese per vecchi: siamo la seconda nazione al mondo, e la prima in Europa, per percentuale più alta di cittadini over 65 e più bassa di giovani. Il basso indice di natalità, inoltre, lascia prevedere una prospettiva di ulteriore crescita della parte più anziana della popolazione.

E’ uno scenario che comporta sfide importanti, soprattutto in ambito di welfare e sanitario, e richiede più urgentemente che mai un impegno tempestivo per trasformare questa potenziale critica in un’opportunità. Più anziani vuol dire più pensioni da pagare, meno persone in età lavorativa, più malattie croniche, più persone da assistere, più spesa per il Sistema sanitario.

È a questi temi che è dedicato il primo incontro del ciclo “Apco Health Talks: esplorando il sistema salute”, incentrato per l’appunto sul ruolo della prevenzione per la protezione degli anziani, che si è svolto oggi a Roma: l’iniziativa è stata l’occasione per fare un punto su una delle sfide più complesse e strategiche, con un focus particolare sul valore socioeconomico della vaccinazione nella popolazione anziana, le politiche sanitarie attualmente in atto in questo ambito e la centralità dell’accesso tempestivo alla prevenzione.