La visita20 agosto 2026 alle 00:19Sassari, accertamenti della Mobile Salvato dalla tempestività dei soccorsi

«Se i soccorsi fossero arrivati 15 minuti dopo forse Yael non sarebbe più qui». È un Tommaso Giulini sollevato e commosso quello che ieri, a Palazzo Bompiani, sede dell’Aou di Sassari, ha riferito quanto accaduto domenica a Trepy, giocatore rossoblù, quasi annegato in una villa a Baja Sardinia dove soggiornava con alcuni compagni di squadra. Accanto a lui Serafinangelo Ponti, manager dell’Azienda, e Stefania Milia, direttrice della Terapia intensiva, fondamentale nel lavoro d’équipe che, dai primi soccorsi dell’Areus e del 118, 4 giorni fa, fino al ricovero al Santissima Annunziata, ha salvato il 20enne francese.

I fatti

Questione di minuti, rimarca il presidente, raccontando come il calciatore si fosse addormentato per due ore sotto il sole. «Lo avevano preso in giro perché si era dimenticato il cellulare sul petto ed era rimasto il segno». Poi, senza che nessuno lo vedesse, è sceso in piscina e, a quel punto, sostiene il patron rossoblù, «intontito forse dall’insolazione», sarebbe scivolato nella parte più bassa, profonda fino a due metri. Trepy non sa nuotare e, si presume, preso dal panico è affondato. «Lo ha visto una ragazza che stava nella villa. Era a testa in giù, si sono tuffati gli altri giocatori presenti riportandolo in superficie».