“Non c’erano sostanze alcoliche o stupefacenti nel corpo di Yael, Lui rigurgitava acqua ed era privo di conoscenza”. Yael Trepy – calciatore del Cagliari – non ricorda nulla dell’accaduto, ma non ha riportato danni neurologici e dovrà passare dalla terapia intensiva a un reparto più idoneo alle sue condizioni dopo l’incidente di qualche giorno fa in piscina, dove è annegato, rischiando la vita. È quanto emerso nel corso della conferenza stampa tenuta questo pomeriggio nella sala riunioni del palazzo Bompiani, sede della direzione generale dell’Aou di Sassari, alla quale hanno partecipato il direttore generale dell’Aou di Sassari Serafinangelo Ponti, ma anche Tommaso Giulini, presidente del Cagliari Calcio oltre ad altre importanti figure ospedaliere.
Per il Club rossoblù presenti anche il Direttore sportivo Pietro Accardi, l’allenatore della Prima squadra Fabio Pisacane e Roberto Muzzi dell’Area Scouting. ”Siamo fortunatamente qui a parlare di una storia a lieto fine – ha detto Serafinangelo Ponti, direttore generale dell’Aou di Sassari -. Non è un miracolo, ma il frutto di buona sanità, di un lavoro egregio di tutto l’apparato della sanità sarda. A cominciare dall’Areus che ha soccorso e dato le prime cure a Yael Trepy. Preciso che per noi lavorare in questo modo è la normalità e la prassi quotidiana, sia che si tratti di un paziente famoso o una persona meno nota della quale non parleranno i giornali”.










