La flessibilità europea per la sicurezza energetica scade nel 2028, ma gli effetti sui conti pubblici italiani dureranno più a lungo.
La possibilità di spendere fino a un massimo dello 0,6% cumulato nel triennio (con un tetto dello 0,3% del pil l’anno) dovrà entrare nei nuovi piani strutturale di bilancio tricolore e comporterà un aggiustamento supplementare anche oltre il 2028.
Si parla orientativamente di 14,4 miliardi di euro indicati dal governo che non sono un plafond già disponibile, ma il limite massimo di una flessibilità che sarà calcolata soltanto a posteriori.
Lo ha messo nero su bianco la Commissione europea nella comunicazione, pubblicata in Gazzetta Ufficiale dell’Ue e dal titolo «Orientamenti per gli Stati membri sull’ampliamento della clausola di salvaguardia nazionale per la sicurezza energetica».
Ecco cosa cambia Di fatto, l’esecutivo comunitario ha ribadito quanto già chiarito alle Camere dal ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti.







