TRENTO. Finferli e brise latitano, l'ondata anomala di calore sembra essere alle spalle, il calcio mercato non decolla perché di soldi ce ne sono pochi. E allora il tema clou di questo Ferragosto diventa la Lega. Un tema, in realtà, non nuovo: da settimane, da mesi qualcosa ribolle nel pentolone del Carroccio.

Ma l'intervista al Corriere della Sera del governatore lombardo Attilio Fontana, il fermento in alcune (molte?) sezioni locali, qualche mal di pancia, l'avvicinarsi dell'appuntamento di Pontida e una serie di ambizioni personali hanno scoperchiato la questione. E non è certo passata inosservata la foto utilizzata da tanti media nazionali per mettere in dubbio la leadership di Matteo Salvini: attorno a un tavolo ci sono Maurizio Fugatti, Luca Zaia, Attilio Fontana e Massimiliano Fedriga. I "governatori ribelli", sono stati definiti. Oppure: "I presidenti del nord preparano la festa a un Salvini ormai isolato".

Una foto, va detto, datata novembre 2025 e pubblicata anche da Fugatti con la didascalia «Forza Lega. Forza Veneto». In ogni caso, Salvini è in discussione e un gruppo di - forti - leghisti che governano da anni sul territorio sta cavalcando l'onda del malumore. Ma perché adesso? Diciotto mesi fa Matteo Salvini veniva confermato segretario della Lega. E non per un pugno di voti, ma per acclamazione.