di
Cesare Zapperi
La protesta del governatore lombardo Fontana: territori sottovalutati. Ma i salviniani: basta polemiche
Il fuoco cova sotto la cenere. E ogni tanto divampa. I governatori leghisti del Nord continuano a pensare che le istanze dei loro territori non siano adeguatamente ascoltate, anche quando a Roma chi prende le decisioni dovrebbe essere sensibile. È per questo che Attilio Fontana, presidente della Lombardia, quando sabato ha saputo che nella sua regione arriveranno 180 agenti sui 3 mila che verranno distribuiti lungo tutto lo Stivale ha preso cappello e non ha tenuto per sé il suo disappunto.
«È del tutto chiaro che i dati indicano un’evidente sproporzione fra i territori, se analizzati attraverso la lente del peso demografico ed economico della Lombardia: con oltre 10 milioni di abitanti, la Lombardia rappresenta circa il 17% della popolazione italiana. Ricevere 180 agenti su 3.000 totali equivale ad appena il 6% della quota distributiva, una percentuale nettamente inferiore alla sua impronta demografica». Una premessa per un affondo più duro del governatore: «Non si può fare finta di nulla di fronte a questa sottovalutazione. Politicamente è un segno ulteriore di sottovalutazione delle necessità del Nord produttivo, della Lombardia, di Milano».













