PONTIDA (BERGAMO) Ne hanno parlato i governatori, ma l'impressione è che l'Autonomia differenziata non scaldi più i cuori. O forse a crederci sono rimasti in pochi. È per questo che hanno colpito le parole del presidente della Lombardia, Attilio Fontana: «Non possiamo aspettare l'autonomia, ci servono subito alcune precise misure. Il ministro Calderoli sta facendo un lavoro eccezionale e disumano, ma la palude romana e la palude burocratica dei ministeri cerca di rallentare il suo lavoro». Il collega veneto, Luca Zaia, ha invece rilanciato l'idea della Cdu/Csu in Germania con la Baviera che porta avanti le istanze dei territori: «Andrebbe calata nel nostro Paese. E anche nei partiti».

Ma a che punto è la riforma di Calderoli? «L'anno scorso - ha detto il ministro - avevo detto che il 2025 sarebbe stato l'anno dell'autonomia. Oggi su questo il bicchiere è mezzo pieno, ma se Pontida l'avessimo fatta a dicembre, probabilmente sarebbe stato pieno. Quindi, dicembre 2025». Calderoli ha parlato del lungo iter parlamentare della legge fino alle richieste delle prime 4 regioni: «Io non ho mollato e sono andato avanti, ho scritto la legge sui Lep che verrà esaminata dal Senato, ho proseguito i negoziati su tre materie non Lep, a partire dalla Protezione civile».