A inizio settimana sembrava che saltasse la Lega. A ridosso del weekend si vede all’orizzonte uno spiraglio di pace. Nel mezzo due affondi di Paolo Del Debbio sulla Verità che invitava i big del Carroccio a non fare come il Pd, ovvero sfidarsi sui giornali a colpi di interviste, e di rinchiudersi in un conclave per trovare la «quadra» di bossiana memoria, magari prima di Pontida fissata per il 20 settembre, ma soprattutto in vista della Politiche del prossimo anno. Senza una Lega forte e presente, infatti, l’intero centrodestra rischierebbe di andare in difficoltà. Vannacci o non Vannacci.
E ieri due pezzi grossi lumbard come il presidente della Regione, Attilio Fontana, e il segretario della Lega in Lombardia, Massimiliano Romeo, hanno un po’ deluso chi sognava l’annuncio di nuove correnti o addirittura peggio.
Niente di tutto ciò, anzi. Ospiti alla Versiliana hanno usato toni più dialoganti e meno ultimativi su Salvini. Accolti anche da contestatori al grido di «il Capitano non si tocca», non hanno chiesto la testa del segretario ma proposto una decisione più nordista e più collegiale del partito, coinvolgendo maggiormente «i governatori e i sindaci».
Fontana e Romeo: più spazio a governatori e territori










